VERCELLI


Vercelli, città di probabile origine celtica, fu definitivamente conquistata dai Romani all’inizio del II secolo a.C. Con il declino dell’Impero Romano Vercelli conobbe un periodo di decadenza.
Si hanno poche notizie della città per il periodo tardo antico ed alto medievale: è a partire dal secolo XII che, con lo svilupparsi del regime comunale, Vercelli raggiunse il momento di massima prosperità.
Vennero edificati in questo periodo la Basilica di S.Andrea, e venne istituito lo Stadium, la prima Università sorta in Piemonte. Vercelli fu anche il primo Comune in Italia ad abolire, nel 1243, la servitù della gleba. A seguito delle rivalità fra Guelfi e Ghibellini, Vercelli cadde sotto il dominio di nobili forestieri. Nel 1335 Azzone Visconti assunse la signoria della città, che da quel momento perse per sempre la propria autonomia.
Con il matrimonio fra la figlia di Amedeo VIII e Filippo Maria Visconti, Vercelli passò ai Savoia.
Seguirono anni bui, con Vercelli ridotta a città di confine: ciò nonostante la città fu uno dei centri propulsori del Rinascimento in Piemonte con artisti del calibro di Gaudenzio Ferrari, Bernardo Lanino, Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma.
Alcuni vercellesi, operando soprattutto a Venezia, diedero impulso all’avvento della stampa: fra questi Bartolomeo di Carlo, Giovanni Rosso, Gabriele Giolito de’ Ferrari.
Assediata ed espugnata dai Francesi nel 1704, Vercelli subì lo smantellamento delle proprie fortificazioni.
Con il trattato di Utrecht (1713) Vercelli tornò ai Savoia e grazie all’opera di architetti quali Filippo Juvarra, Ignazio Amedeo Galletti, Benedetto Alfieri, venne arricchendosi di edifici in stile barocco piemontese.
In questi anni emersero anche numerose figure di vercellesi nel campo delle lettere, delle scienze e delle arti: grande impulso ebbe la musica grazie a Francesco Antonio Vallotti, Giovanni Agostino Perotti, Carlo Giovanni Testori, Giambattista Viotti.
Capoluogo del Dipartimento della Sesia nel periodo napoleonico, ed annessa allo Stato francese, Vercelli tornò ai Savoia dopo la restaurazione (1814): molti suoi cittadini parteciparono ai moti del 1821 ed alle lotte risorgimentali.
La città fu duramente coinvolta nella guerra d’indipendenza del 1859, quando le campagne circostanti furono allagate per ritardare l’avanzata
degli Austriaci, con gravi e consistenti danni. In seguito Vercelli seguì le vicende della storia d’Italia: in particolare l’occupazione tedesca e la guerra partigiana segnarono drammaticamente la storia della città.
La Basilica di S. Andrea; Piazza Cavour; la Pinacoteca Borgogna, S. Cristoforo; il Museo Leone.

DA VEDERE:

  • La Cattedrale;
  • la Collegiata di S. Secondo;
  • il Battistero di San Pietro o Rotonda.

INFORMAZIONI

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