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Saldamente incastonata nel centro dell'Europa continentale e al
tempo stesso protesa verso il cuore del Mediterraneo, l'Italia è
ancora oggi un crogiolo pressoché. ineguagliabile di genti
e culture, culla di una civiltà millenaria frutto del lento
sedimentare di popoli: una sorta di villaggio globale ante litteram
che vede convivere al suo interno occitani, discendenti dell'antica
cultura provenzale, e walser, di antico ceppo germanico, francofoni
ed altoatesini, ladini e sloveni del nord est, friulani e sardi,
giù giù fino ai greci ed albanesi di Calabria e Sicilia.
Terra di montagne e di mare, la nostra penisola dispone per questa
sua posizione geografica al crocevia fra nord, sud, est ed ovest
di uno dei repertori musicali tradizionali fra i più ricchi
e complessi del mondo.
TransItalia è un viaggio attraverso il Bel Paese, alla riscoperta
delle sue radici musicali: ed è anche l'occasione per porre
a fianco per la prima volta,in fattiva collaborazione, i più
significativi musicisti che abbiano lavorato a recuperare, arricchire,
rinnovare il patrimonio musicale autoctono. Tra questi la toscana
Dodi Moscati, affermata interprete e "illuminata"
programmista RAI; i sardi Tenores di Bitti, freschi del successo
della loro incisione per la Real World di Peter Gabriel;
Riccardo Tesi, portatore dei suoni etnici del suo organetto
diatonico nelle ultimo produzioni discografiche di Fabrizio de
Andrè e Ivano Fossati; Ambrogio Sparagna,
presente - sempre all'organetto- in "Prendere e lasciare"
di Francesco de Gregori, e con lui protagonista dell'opera
"La via dei Romei"; Lucilla Galeazzi, partner di
Giovanna Marini in celebrate sperimentazioni vocali; il geniale
Daniele Sepe, interprete multiforme del ponte fra Napoli
e l'Oriente; la sarda Elena Ledda, erede naturale di Maria
Carta; Carlo Muratori, protagonista di stupendi dischi
che lo rivelano cantautore originalissimo; Claudio Fossati,
alla batteria, in una inedita versione "etnica"; e ancora
musicisti provenienti da Lyonesse, La Ciapa Rusa,
Calicanto, Musicanova. La regia di questa produzione
esclusiva è affidata a Moni Ovadia, che nella propria
produzione teatrale ha saputo ritagliare spazi di grande spessore
per interventi musicali di origine popolare.
Partecipano allo spettacolo:
Pietro Bianchi: violino, canto
Maurizio Martinotti: ghironda, canto
Devis Longo: canto, tastiera, sax
Patrick Novara: piva, clarinetto, ocarina, flauti, oboe,
piffero, clarone
Rachele Colombo: canto, percussioni
Roberto Tombesi: plettri, canto
Dodi Moscati: canto
Riccardo Tesi: organetto
Claudio Carboni: saxofoni
Maurizio Geri: chitarra
Elena Ledda: canto
Tenores di Bitti: canto
Gastone Pietrucci: canto
Mauro Gioielli: canto, percussioni
Ambrogio Sparagna: canto, organetto
Lucilla Galeazzi: canto
Daniele Sepe: saxofoni, ance popolari, flauti
Auli Kokko: canto
Antonello Ricci: canto, chitarra battente, zampogna
Carlo Muratori: chitarra, buzuky, canto
Silvano Lobina: basso
Claudio Fossati: percussionista/batterista
Dati gli impegni che ciascuno di questi artisti ha in qualità
di solista o come collaboratore di altre formazioni, l'organico
dello spettacolo verrà definito con gli organizzatori sulla
base delle rispettive disponibilità.
Riccardo Tesi
E' responsabile degli arrangiamenti e della direzione musicale di
TransItalia.Uno dei più rinomati suonatori europei di organetto
diatonico ( two row melodeon), ha collaborato con diversi artisti
e formazioni, da Caterina Bueno a Ritmia, da Anita Anita a Trans-Europe-Diatonique,
da Patrick Vaillant a Elena Ledda & Sonos, fino alle recenti
collaborazioni con musicisti dell'area jazz (G.Trovesi, M. Grossi,
G. Mirabassi, M.P. De Vito, D.Sepe) e della canzone d'autore (I.
Fossati, F. De Andrè). Ha effettuato tournèes in tutta
Europa e Canada partecipando a varie trasmissioni radiofoniche e
televisive.
Maurizio Martinotti
Ideatore e coordinatore nella produzione di TransItalia, è
uno dei principali responsabili del revival in Italia di un'antico
strumento tradizionale, la ghironda: di questo strumento ha tenuto
corsi in Italia, Germania, Spagna, Portogallo. Ha fondato e guidato
diversi ensembles di musica tradizionale ( La Ciapa Rusa, Ensemble
del Doppio Bordone, Tendach'nt, Padus): con questi gruppi ha inciso
8 dischi e si è esibito in Europa e Nord America. E' direttore
artistico di EthnoSuoni, che organizza Folkermesse, una delle più
longeve ed importanti rassegne italiane di musica etnica: TransItalia
è nata proprio come produzione originale dell'edizione '97,
la XIV, di Folkermesse.
Moni Ovadia
Il regista di TransItalia è nato come musicista folk: in
questa veste ha fatto parte di ensembles quali l'Almanacco Popolare,
il Gruppo Folk Internazionale, l'Ensemble Havadià, con i
quali ha inciso dischi e tenuto concerti in Italia e all'estero.
Ha poi rivolto il proprio interesse alla cultura ebraica ed al teatro,
realizzando diversi spettacoli di grande successo, alcuni dei quali
coprodotti con il Piccolo Teatro di Milano, nei quali la musica
Klezmer costituisce elemento costante e spesso portante. E' stato
insignito del Premio UBU '96 per la riuscita fusione fra musica
e teatro, e del Premio Nazionale dell'Associazione dei Critici per
il lavoro sulla cultura ebraica: nel '95 ha ricevuto dalle mani
del sindaco di Firenze il sigillo "Pax et Libertatis Defendor".
Recensioni
"È un evento musicale e culturale di grande livello.
Niente Asia, niente Africa,niente suggestioni celtiche:solamente
la grande musica tradizionale delle varie regioni d'Italia.L'opera
è pronta per essere presentata in tutti i più importanti
festival di world music.Che sia l'occasione tanto attesa per far
conoscere ed apprezzare il nostro patrimonio etnico fuori dei nostri
confini?"( Il Buscadero, luglio '97).
"E' stato come un sogno avverato. Ed è stata veramente
grande musica, emozionante, intensa fin dall'attacco corale. Forse
la cosa più sorprendente è stato proprio l'incredibile
successo che ha ottenuto. Era dall'epoca gloriosa del folk revival
che non si vedevano scene di tale entusiasmo." (Felice Liperi,
Musica, 2 luglio 1997).
"Il 6 giugno a Vercelli si è svolto un evento, non
solo per la musica popolare, ma per tutta la musica italiana. Sono
state due ore e un quarto di grande musica, coinvolgenti, vitali.Il
successo è stato davvero notevole. Il pubblico ha risposto
con grande partecipazione, con modalità quasi da concerto
rock.Suggeriamo a Rai Uno di trasmettere il concerto al posto di
una delle serate del prossimo festival di San Remo." (Enrico
Deregibus, L'Isola che non c'era Luglio '97).
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