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Coinvolgendo musicisti provenienti dal Nord Italia e dalle zone
europee a vocazione risicola (Provenza e Pais Valenciàn),
si è costruita un'orchestra di undici elementi (fra cantanti
e strumentisti) che mette a confronto i repertori musicali delle
differenti aree prese in considerazione, ponendo in primo piano
quello nord-italiano delle mondine.
I canti delle risaie rientrano nella categoria dei canti
di lavoro: melodie cioè che servivano a cadenzare e ritmare
i gesti, permettendo anche un certo coordinamento nel procedere
delle operazioni da parte di tutti i braccianti che si muovevano
fianco a fianco a partire dalla fase di trapianto fino a giungere
a quella conclusiva di raccolta del riso.
I repertori delle diverse aree, pur rispecchiando tradizioni e stili
abbastanza dissimili, manifestano questa esigenza comune: obbiettivo
dello spettacolo è proprio mostrare similitudini e differenze
riscontrabili: "Canti dalle terre del riso" non é,
né vuole essere, un recital di riproposizione dei canti di
risaia. Il repertorio che l'orchestra proporrà al pubblico
vercellese é infatti assai composito ed é il ritratto
fedele della tradizione musicale - cantata e suonata - propria delle
aree di produzione risicola dei tre Paesi europei. Se dunque, per
quanto riguarda l'Italia, emergerà con chiarezza il ruolo
fondamentale della voce femminile protagonista del lavoro in risaia,
con altrettanta chiarezza si avrà modo di apprezzare quanto
differente sia il portato culturale delle zone risicole spagnole
e francesi.
Ma, grazie alla presenza di una voce recitante, "Canti dalle
terre del riso" non sarà nemmeno un semplice spettacolo
musicale: rielaborando le testimonianze di ex lavoratori delle risaie,
si racconterà del lavoro, dell'alimentazione, degli scioperi
e delle lotte sociali, delle feste di fine raccolto e di molto altro
Un pezzetto della storia delle classi contadine, visto da un'angolazione
diversa, ed una piccola lezione per i più giovani su di un
passato che sembra lontano secoli anziché pochi decenni come
nella realtà.
La regia dello spettacolo sarà curata da Bruno Macaro, mentre
a Lucilla Giagnoni, poliedrica ed appassionata esponente del teatro
piemontese, é affidato il compito per nulla secondario di
voce narrante. Sarà lei a "cucire" i diversi brani
musicali e ad arricchire la rappresentazione con storie e testimonianze
sulla vita in risaia.
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